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Finanziamenti e prestiti per autonomi con partita iva


Finanziamenti e prestiti personali per titolari di partita iva: differenza con nuova partita iva appena aperta e protestati e cattivi pagatori con partita iva


Finanziamenti per titolari di partita iva: a cosa è riferibile una frase del genere? La domanda è banale, scontata (ai titolari di partita iva!) ma proposta di proposito per una serie di considerazioni che seguono. Anzitutto ci riferiamo al cosiddetto popolo delle partite iva, espressione, questa, che include una miriade di soggetti che hanno un unico comune denominatore: la titolarità di una partita iva! La tipologia dei finanziamenti destinati a chi ha una partita iva, nel lessico finanziario viene individuata come prestiti per autonomi con partita iva quindi riferibile in prevalenza al grande "genus" dei lavoratori autonomi. E', convenzionalmente, una categoria di lavoratori autonomi che include, come anticipato, tantissime realtà produttive e delle quali già in parte ci siamo occupati, per esempio dei commercianti (cfr. prestiti per commercianti in crisi), ma anche di altri soggetti quali gli artigiani o in genere gli esercenti un mestiere, arte o professione inquadrabili tra i liberi professionisti (prestiti per liberi professionisti) ed a favore dei quali abbiamo affrontato problemi specifici (vedi p.e. prestiti per autonomi con reddito basso). Non solo... Tra i titolari di partita iva sono da annoverare chi ha una ditta individuale o un imprenditore oltre le grosse realtà aziendali come le S.p.A.

Finanziamento o prestito con partita iva. Dopo le doverose precisazioni, un altro quesito: c'è un finanziamento specifico per tutti i titolari di partita iva? R: No! Le varie tipologie di prestiti a titolari di partita iva variano, quindi sono diverse, in base al grado o stadio di attività del soggetto... Pensate che vi sono forme di credito, per accedere alle quali, NON vi deve essere alcuna partita iva la quale sarà aperta dopo la presentazione della domanda... Da questo punto di vista possiamo suddividere qualsiasi finanziamento con partita iva in base alla seguente classificazione:
1) Prestiti Senza p.iva! Sembra un controsenso ma non lo è: la mancanza di partita iva è una condizione essenziale al momento in cui si fa richiesta di finanziamento ma poi diventa obbligatoria averla; 2) Finanziamento con partita iva appena aperta: in questo caso ed in base al bando, il requisito della nuova apertura non potrà andare oltre un tot periodo e, sempre in base ai requisiti richiesti, potrà essere con o senza movimentazione; 3) Prestiti a titolari di partita iva per investimento: in questa ipotesi siamo di fronte ad un'attività già consolidata ed il finanziamento viene chiesto per investire sulla stessa; 4) Prestito con p.iva per attività in crisi trattasi delle forme di credito per quei soggetti che iniziano ad avere problemi di natura finanziaria e/o di liquidità inerenti l'esercizio dell'attività; 5) Prestiti a cattivi pagatori con partita iva: in quest'ultimo caso, il finanziamento dovrebbe essere diretto a chi già è in palese stato di insolvenza tale da essere stato iscritto in una o più centrale rischi... Ecco che a ben vedere, non esiste un sola forma di credito destinata ai possessori di p.iva. Dopo averle accennate, trattiamole separatamente e con tanto eventuali rinvii...

Prestiti per aprire partita iva: ci riferiamo al caso nr.1. Trattasi del caso in cui, sebbene l'attività andrà svolta con una futura, nuova e certa p.iva, al momento della presentazione della domanda, invece, il soggetto non ne deve possedere alcuna, pena l'inammissibilità al finanziamento. Un esempio, molto noto e significativo, di questa tipo di politica è il prestito d'onore dove, appunto, all'atto della presentazione della richiesta non si deve possedere alcuna partita iva (cfr. prestito d'onore invitalia), oppure, per il finanziamento resto al sud resto al sud), ma relativamente ai liberi professionisti (non alle ditte individuali), la mancanza della partita iva deve essere persistente nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda. Abbiamo riportato le superiori ipotesi perchè rappresentano le più importanti forme di finanziamenti con apertura di partita iva in Italia. Passiamo alla 2^ ipotesi.
Prestito con nuova partita iva: ci riferiamo a quelle ipotesi di prestiti con partita iva appena aperta. In questo caso, l'attenzione andrà dirottata verso altre fonti di finanziamento: le banche e le associazioni di categoria. Ci si può rivolgere alle prime, ma, trattandosi di start up, quindi in assenza di una dichiarazione dei redditi, vorranno delle garanzie. Ma la migliore scelta è quella di rivolgersi alle associazioni di categoria, anche convenzionate con le banche, le quali, sopperiranno la mancanza di garanzia attraverso i Confidi. Un esempio del genere è dato da ArtigianCassa, laddove finanzia nuove partite iva non necessariamente esercenti e/o iscritte a questa associazione (cfr. prestito artigiancassa). Idem, per quei titolari di partita iva che vogliono investire nella propria attività (ipotesi nr. 3): anche in questo caso, ci si può affidare in primis all'associazione di appartenenza, la quale indicherà banche convenzionate che erogano credito per ampliare l'attività in senso lato anche in parte assistite da garanzia Confidi. Un esempio di ciò relativo a ConfEsercenti, è visionabile su convenzione confesercenti unicredit. In mancanza di appartenenza ad una certa categoria o al di fuori di convenzioni o comunque per avere un prestito oltre i normali tempi di ammortamento, è possibile ottenere dei comunissimi prestiti personali fino a 15 anni + banche che lo fanno con garanzia propria o di terzi.

Prestiti per titolari di partita iva in difficoltà economica: ci riferiamo al 4^ caso e, come anticipammo, trattasi di gestire quella crisi che non si sia trasformata in un vero e proprio default conclamato con una iscrizione in una banca data negativa. Diamo per scontato che se ci presentiamo in una banca palesando i nostri problemi, subito ci chiederanno un garante... Tuttavia, la soluzione presso la quale vogliamo indirizzarvi è un'altra: di nuovo le associazioni di categoria ed i Confidi. Ebbene, la maggior parte di queste, hanno delle soluzioni ad hoc proprio per far superare momenti di difficoltà economica congiunturale, ma pure strutturale. Anche in questo caso l'esempio viene da ArtigianCassa: potremmo citarne altri, ma citiamo questa perchè oltre ad essere destinata a quei titolari di p.iva che hanno problemi di liquidità, è soprattutto destinata anche a chi non è iscritto all'albo nonchè dalla previsione dell'eventuale garanzia di ConFidi. Naturalmente, il tutto è riscontrabile su: liquidità per imprevisti attività.
Prestiti a protestati e cattivi pagatori con partita iva: terminiamo con la forma più difficile di accesso al credito per chi sia titolare di una partita iva! NB: avete presente tutte le agevolazioni e le garanzie prestate dalle associazioni di categoria? Purtroppo, l'iscrizione nelle centrali rischi (per es. crif), preclude l'aiuto da parte delle predette associazioni... Per questo, è importante prevenire lo status di protestato e/o di cattivo pagatore in genere... Comunque, cosa fare se si è iscritti in una o più delle predette banche dati? Ci siamo occupati anche di questo ed essendo il discorso articolato, operiamo un rinvio presso prestiti a segnalati crif senza cessione per autonomi.
Tuttavia, insieme ad altre forme di garanzia proprie o di terzi, possiamo anticiparvi che il mezzo più efficace per l'accesso al finanziamento rimangono i cosiddetti prestiti cambializzati con partita iva cui rinviamo ulteriormente su:
istituti di credito e banche che fanno prestiti cambializzati nel 2019
prestiti cambializzati e finanziarie che li fanno al 2019